Circo Massimo

Circo Massimo

Luogo dagli spazi evocativi e punto di ritrovo di numerosi eventi contemporanei, come i concerti, il Circo Massimo è lo stadio per definizione. Situato alle pendici sud-occidentali del Palatino, esso era destinato alle corse equestri con una capienza massima, raggiunta intorno al IV secolo d.C., di oltre 300000 spettatori: nessuno stadio sportivo al giorno d’oggi può rivaleggiare con questa struttura.

Lo stadio di Circo Massimo

I primi lavori relativi alla costruzione di un circo equestre sarebbero dovuti addirittura al re etrusco Tarquinio Prisco. 

La cavea (gradinata) dello stadio si organizzava su tre piani sorretti da arcate e aveva inizialmente sedili in legno, poi progressivamente sostituiti da grandi gradinate in muratura. Nel corso della storia, furono numerosi gli interventi di ampliamento e miglioramento del complesso sportivo: al IV secolo a.C. si daterebbero le gabbie di partenza dei cavalli e la spina centrale attorno alla quale si svolgevano le corse e che serviva a canalizzare l’acqua che attraversava la valle verso il Tevere a Nord; nel II secolo a.C. l’ingresso venne monumentalizzato con un arco trionfale; imponenti lavori edilizi si devono poi a Cesare e al primo imperatore Augusto, a cui è attribuita (10 a.C.) l’installazione sulla spina del famoso obelisco del faraone Ramsete II, proveniente da Eliopoli, alto fino a 23 m e dal 1587 collocato a Piazza del Popolo. Il primo grande ampliamento della capienza si deve però a Nerone, che a seguito di un incendio, ne promosse lo sviluppo fino alla capienza di 25.0000 persone. Un secondo incendio portò l’imperatore Traiano a un ennesimo intervento edilizio, che modificò il tratto della curva nella forma tuttora esistente. Molto più tardi (387 d.C.) l’imperatore Costanzo II fece collocare all’interno del Circo Massimo un secondo obelisco ancora più alto, 32 m, relativo a Thutmosis III e proveniente dalla città di Tebe in Egitto; anche questo venne spostato, questa volta in piazza San Giovanni in Laterano (1587). Sempre al IV secolo risalgono i vari ampliamenti che portarono il Circo Massimo alla massima capienza registrata

Il circo come abbiamo detto era utilizzato per le corse equestri ed in particolare quelle con i carri, svolte soprattutto durante le festività dei Ludi Romani o Magni, tra il 4 e il 18 Settembre. 

Le corse assunsero un’importanza tale che nel IV secolo d.C., le 4 factiones (squadre) degli aurighi (coloro che conducevano le bighe) distinte per colori (bianco, rosso, verde e azzurro) ebbero il ruolo di veri e propri partiti: ogni factione, infatti, era associata a un particolare patrocinatore, che poteva essere un nobile, un politico o addirittura l’imperatore stesso. Di conseguenza, le factiones riflettevano le alleanze politiche e sociali dell’epoca, e le rivalità tra di esse non erano solo di tipo sportivo, ma anche di tipo politico poiché i sostenitori di una factione potevano essere visti come sostenitori delle ideologie rappresentate dal loro patrocinatore.

Gli scavi moderni e la riapertura al pubblico dell’area sudest

I resti meglio conservati del Circo Massimo si trovano nella porzione sudorientale, corrispondente alla curva. Quest’area è stata oggetto di alcuni scavi nel ‘900, ma solo con interventi più recenti, anche di restauro da parte degli archeologi del comune di Roma, è stata riaperta al pubblico. 

Questo settore, che mostra nelle murature interventi di più fasi, mostra i resti della media cava (il settore mediano della gradinata) allo stato in cui si trovava in età adrianea. Si tratta di due ambienti radiali, più larghi in basso e più stretti e lunghi in alto. Gli ambienti più esterni sono organizzati in gruppi di tre: il primo è cieco, il secondo si apre su quello più interno e il terzo ha una scala che sale ai piani superiori. Tra le altre evidenze rinvenute si cita una strada basolata che costituiva il limite del circo in età traianea.

Durante gli scavi condotti nel corso degli anni, sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici che forniscono preziose informazioni sulla vita e le attività svolte al Circo Massimo. Questi reperti (mosaici, sculture, monete e tanto altro) sono conservati in vari musei e istituzioni culturali a Roma, tra cui il Museo Nazionale Romano (nelle sedi di Palazzo Massimo alle Terme e Terme di Diocleziano), i Musei Capitolini e il Museo di Roma a Palazzo Braschi).

Il Circo Massimo, insomma, è una tappa obbligatoria per chi voglia visitare l’area del parco archeologico del Palatino e del Foro Romano o per chi voglia recarsi alle splendide Terme di Caracalla. La sua estensione e il naturale isolamento dal caos urbano lo rendono anche un luogo ideale per gli amanti dello sport e in particolare della corsa: quale modo migliore di correre dove, fino a 1600 anni fa, 300.000 persone esultavano ed incitavano i propri beniamini?!

Se stai programmando una visita nell’area di Circo Massimo e delle Terme di Caracalla ti consigliamo di prenotare questo tour con guida in italiano.

 

Articolo di Andrea Simeoni

Contatti e info utili

Indirizzo: Via del Circo Massimo, 00186 Roma RM, Italy
Sito: www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_antica/monumenti/circo_massimo
Tel: +39 060608
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