Wave Market: intervista a Simone Bartolucci

Simone Bartolucci ha da sempre avuto un forte legame con il design, dal product alla creazione di gioielli, e la sua opera è segnata da una continua ricerca in equilibrio tra eleganza e contemporaneità

Ciao Simone, ci racconteresti chi sei e che percorso ti ha portato a dove sei oggi?

Sin da piccolo i miei genitori hanno incoraggiato me e i miei fratelli a coltivare il nostro lato creativo.
Alla fine della scuola media fui affascinato dai graffiti, fu un interesse che mi accompagnò per diversi anni: cimentandomi a inventare lettere con forme sempre nuove ho sperimentato per la prima volta il piacere di produrre qualcosa con la mia testa e con le mie mani. Cosi è nato in me il sogno di vivere di quelle emozioni. Mio padre insegnava progettazione di gioielli all’Istituto d’arte ma era affascinato dalla creazione di oggetti di uso comune, così, confrontandomi con lui, dopo il liceo scientifico, scelsi la facoltà di Disegno Industriale all’Università di Roma Sapienza. Dopo il secondo anno di studi desideravo fare maggiore pratica come progettista e lavorai come artigiano e disegnatore per “Design Trasparente”, un’azienda specializzata nella produzione di oggetti in metacrilato, che mise a catalogo alcuni miei disegni. Un anno dopo fondai insieme a due colleghi universitari il collettivo “PAULA” con lo scopo di fare maggiore esperienza al di fuori dell’ambito accademico. Successivamente diventammo PAULA STUDIO e, tra le altre cose, partecipammo al Salone del Mobile di Milano esponendo al Salone Satellite alcuni nostri progetti che ottennero molte pubblicazioni su riviste di settore e una menzione speciale sul Design Report Award 2009.
Successivamente sono entrato in contatto con il laboratorio artigiano di Roberto Baffigo con cui tuttora collaboro. L’esperienza maturata in questa collaborazione deriva dal mio progetto personale che, principalmente, è la sintesi delle mie esperienze precedenti come product e jewelry designer. Il mio intento è quello di portare avanti una ricerca volta a progettare oggetti dall’anima contemporanea, caratterizzati da un’eleganza e un equilibrio appartenenti alla gioielleria classica.

Qual è secondo te il ruolo del designer contemporaneo?

Quando sono nate questa parola e questa professione il designer aveva a che fare con la produzione industriale in serie ed era chiamato a costruire dei ponti tra producibilità/funzionalità ed estetica/espressività.
Oggi la figura del designer è notevolmente cambiata ma in fin dei conti ha sempre il compito di progettare qualcosa che abbia un utilizzo, realizzandolo attraverso un approccio umanistico e a volte poetico.
Ecco, oggi come ieri il ruolo del designer è quello di interpretare la contemporaneità e inserirla all’interno dei progetti con intelligenza, allo scopo di migliorare anche solo un minimo la vita di chi utilizzerà questi oggetti.

Qual è stato il processo che ti ha portato dalla creazione di mobili alla creazione di gioielli?

Un po’ c’entra il caso, non ero mai stato attratto dai gioielli e quando ho iniziato avevo bisogno di un lavoro. Dopo poco, però, mi sono reso conto che c’era molta studio dietro e che il laboratorio di Roberto era predisposto ad accogliere alcune mie competenze come la progettazione e la fabbricazione digitale. L’uso di resine sintetiche e materiali compositi come la fibra di carbonio rese tutto più interessante perché, richiedendo tecniche simili a quelle industriali, permettono anche la produzione di piccole serie.
In più i gioielli sono una categoria un po’ borderline tra un oggetto di uso comune e un pezzo d’ arte; non hanno una vera e propria funzione ma hanno comunque delle loro regole, devono essere utilizzabili, comodi, ergonomici. C’è molto spazio per la fantasia…

Qual è il tuo rapporto con la materia e come scegli i materiali per i tuoi prodotti?

Quando mi chiedono che lavoro faccio io rispondo che faccio gioielli e quindi mi dicono “ah figo sei un orafo!” e mi trovo a dover spiegare che non è proprio così…
L’orafo lavora quasi esclusivamente a mano mentre il mio modo di lavorare è molto contaminato da tecniche digitali. Tutti gli oggetti vengono realizzati da me personalmente ed hanno una grossa componente artigianale: tuttavia la modellazione 3D e la fabbricazione digitale mi consentono di gestire una produzione quasi seriale con un’alta possibilità di intervento e personalizzazione gestendo quasi tutto autonomamente e mettendo il disegno in primo piano. I materiali sono subordinati a questo modo di lavorare ma, per fortuna, non devo fare alcuna rinuncia perché metalli preziosi e non preziosi, resine sintetiche e materiali compositi sono assolutamente compatibili con queste tecniche.

Cosa esporrai in questa edizione del Wave Market?
A questa edizione del Wave Market porterò tutti gli oggetti che ho realizzato negli ultimi anni e che chi mi è venuto a trovare nelle scorse edizioni già conosce. In più ci saranno delle novità, anelli e orecchini adatti ad essere indossati quotidianamente a prezzi contenuti, tutti impreziositi da pietre dure come lapislazzuli, onici o madreperle.

Per info e contatti:
Shop: Simone Bartolucci Jewels
Facebook: Simone Bartolucci Jewels
Instagram: Simone Bartolucci Jewels

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