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Wave Market Fair: intervista a Officine Gualandi

Officine Gualandi è un laboratorio di design autoprodotto e di ceramica per la produzione di oggetti di uso quotidiano, pratici e ornamentali. Nasce nel 2012 dalla volontà di Tania Vetromile e Renato Di Tommaso di combinare la lavorazione tradizionale della ceramica e la prototipazione/produzione, con l’uso di nuove tecnologie, come la stampante 3D o le dacalcomanie

Ciao ragazzi, ci racconteresti qualcosa su di voi e su come è nata Officine Gualandi?
Siamo Tania e Renato, una storica dell’arte e un designer di Roma, entrambi con la passione da oltre quindici anni per la ceramica. Il giorno in cui abbiamo smesso di fare ceramica artistica e iniziato ad introdurre gli stampi, il colaggio e altre tecniche di lavorazione seriale, abbiamo capito che proprio questa passione avrebbe potuto unire i nostri interessi e far nascere le cose che avevamo in mente. Quel giorno ha preso vita il nostro design indipendente, quello che ci facciamo da soli, affinando giorno dopo giorno le tecniche artigianali e le strategie comunicative che servono a farlo conoscere.

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Di primo impatto le opere di Officine Gualandi sono subito riconoscibili per le forme, i materiali e i colori, da dove nasce l’ispirazione per il vostro ‘marchio di fabbrica’?
La riconoscibilità delle nostre opere è senz’altro la cosa a cui teniamo di più perché è difficile da mantenere quando ami sperimentare come piace fare a noi. Un laboratorio di design rischia di contraddire la sua natura autolimitandosi ad un mono-prodotto o ad una sola categoria merceologica. Il marketing a volte insegna questo ma non per questo odiamo il marketing. Semplicemente lo sfidiamo, facciamo più fatica cercando di essere riconoscibili a prescindere dai prodotti che facciamo. Le ispirazioni sono molteplici. Ci piace definire il nostro stile “bold”, empatico, colorato, urbano, creato con la sottesa speranza di instillare buonumore nelle vite delle persone.

La vostra produzione varia dagli accessori al design passando attraverso il DIY: come vi è venuta l’idea di fornire questi schemi, di solito tipici della produzione industriale, nella vostra produzione artigianale?
Il nostro è un percorso iniziato nel 2012, interrotto nel 2014 e ripreso nel 2016. In questi anni ci siamo sempre confrontati su vari fronti ma la base di partenza è sempre stata la progettazione. Così l’anno scorso abbiamo iniziato a ragionare in termini di DIY quando abbiamo ipotizzato l’idea di tornare a produrre arredi. Purtroppo non riusciamo da soli a sostenere l’autoproduzione di componenti in legno così è subentrata l’dea di offrire la possibilità alle persone di costruire da soli i nostri progetti. La produzione artigianale non esclude necessariamente momenti di quella industriale, specie quello fondante della progettazione. Quest’anno non siamo riusciti ancora ad occuparci di DIY perché hanno preso il sopravvento altri progetti, speriamo di iniziare l’anno prossimo.

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Che compito ha secondo voi un designer al giorno d’oggi e che consigli dareste in generale e sulla formazione a chi vuole intraprendere il vostro percorso?
Il designer ha un ruolo importante in un mondo sovraccarico di oggetti come il nostro. Lo sanno i grandi player del mercato globalizzato. Oggi però il consumatore ha assunto un ruolo altrettanto determinante perché le sue scelte possono (e oseremmo dire, devono) essere più consapevoli e critiche. In questo scenario, il design, così come quando è nato, dovrebbe continuare ad incarnare dei valori, delle visioni, delle idee. Ci sono tanti modi per stare dalla parte giusta, da designer e da consumatori. Quanto ai consigli…noi in genere non li ascoltiamo! Uno però lo diamo lo stesso: studiare e poi dimenticare tutto (che è un consiglio super vero non dei Gualandi ma di qualcuno famoso).

Quali sono i progetti che avete in cantiere per il 2020?
Fra i progetti del 2020 a cui teniamo di più c’è SPRAI.
Sprai è il formato dell’espressione indipendente che, tradotto in termini pratici, corrisponde ad un piccolo contenitore in ceramica smaltata a forma di bomboletta spray. La bomboletta spray nella nostra cultura non è un oggetto come un altro. Incarna perfettamente un bisogno ancestrale, quello di esprimersi, ovunque. Siamo affascinati dal legame che si instaura, in questo semplice oggetto, fra la creatività, il colore e il contesto urbano. Per chi volesse seguire l’evoluzione di questo progetto abbiamo creato per ora una pagina Instagram Sprai Gualandi. Nel 2020 ci saranno grandi sorprese legate a Sprai che non possiamo ancora anticipare quindi, se ne volete sapere di più, vi aspettiamo!

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Cosa esporrete in questa edizione del Wave Market?
Essendo un’edizione pre natalizia porteremo con noi soprattutto le nostre collane in ceramica. Negli ultimi mesi abbiamo creato tanti nuovi modelli, grandi e piccoli. I nostri gioielli, come tutto il nostro design, sono progettati con l’unico e preciso scopo di far stare bene, instillare un po’ di buon umore la mattina, quando la giornata non promette bene o ci sentiamo giù di corda. Ecco, la nostra ceramica, con le sue forme bold, con la sua lucentezza, colore, riesce a introdurre energia positiva. Porteremo anche i salvadanai e le lampade. Al Wave sarà possibile vederli dal vivo, toccarli e ordinarli per Natale!

Per info e contatti:
Sito web: Officine Gualandi
Facebook: Officine Gualandi
Instagram: Officine Gualandi

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