Teatro di Marcello

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Il teatro di Marcello sorgeva in un’area densamente costruita, che accoglieva numerosi edifici pubblici tra i quali il tempio di Apollo Sosiano, il tempio di Bellona e il Circo Flaminio.

Terminato da Augusto, esso venne dedicato nel 13 o 11 a.C. in nome del nipote ed erede designato Marcello, morto prematuramente nel 23 a.C. e sepolto nel Mausoleo di Augusto. Il teatro è perfettamente visibile sulla destra camminando lungo la via omonima e provenendo da Piazza d’Aracoeli.

La storia del teatro di Marcello

I lavori per la realizzazione del teatro di Marcello vennero avviati sotto Cesare e terminati sotto il primo imperatore, andando a chiudere la zona ad est del Circo Flaminio: di quest’ultimo venne probabilmente distrutta una parte del lato curvo, divenendo da quel momento una semplice piazza. L’edificio del teatro era posto a cavallo di una serie di luoghi sacri: a nord i templi di Bellona e di Apollo Sosiano, di cui sono tuttora visibili i resti nelle tre colonne che sorreggono parte della trabeazione; a sudest i templi del Foro Olitorio dedicati a Giano, Giunone Sospita e Spes. A sudovest si situava invece il ponte Fabricio, che univa il Campo Marzio all’Isola Tiberina.

Delle fasi successive ad Augusto conosciamo un restauro all’epoca di Vespasiano, limitato alla scena (costruzione a pianta allungata, disposta perpendicolarmente all’asse della cavea, forniva agli attori un luogo appartato per prepararsi senza essere visti ma venne anche utilizzata come sfondo scenico).

Nel Medioevo invece la struttura passò prima nelle mani della famiglia dei Savelli e poi nel ‘700 in quella degli Orsini.

La struttura architettonica

L’altezza originaria doveva essere di 32, 6 metri, quella conservata è di 20. La facciata esterna della cavea (pianta di settore circolare o ellittico nella quale sono disposte le gradinate, volte ad ospitare gli spettatori) era in travertino e costituita in origine da 41 arcate. L’edificio si articolava in tre piani: i primi due di ordine dorico e ionico, il terzo era un attico chiuso da paraste (pilastri inglobati nelle murature, sporgenti di qualche centimetro) corinzie.
Sulle chiavi dei fornici (aperture) delle arcate erano presenti grandi maschere teatrali in marmo, in parte recuperate durante gli scavi.

I materiali impiegati per le parti strutturali interne erano differenti: opera quadrata in tufo e cementizio rivestito da opera reticolata per il deambulatorio interno e i muri radiali dei cunei; laterizi per gli ambulacri interni; cementizio per le volte, di cui quella centrale decorata con stucchi decorati, in parte conservati.

Il diametro calcolato della cavea doveva essere di circa 130 metri, permettendo di ospitare fino a ben 20000 persone in caso di particolare affollamento.

Articolo di Andrea Simeoni

Teatro di Marcello

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