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Foro Olitorio

Tra le pendici del Campidoglio, il Teatro Marcello e il Portus Tiberinus, si colloca l’antico mercato dei legumi e delle verdure: il Foro Olitorio.

Questo mercato integrava chiaramente il Foro Boario più a sud adibito al mercato della carne. L’attuale piazza è contraddistinta dalla presenza della chiesa di S. Nicola in Carcere, ma in antico vedeva la presenza di tre templi, che sono al di sotto e accanto all’edificio cristiano.

L’area del Foro Olitorio

I tre edifici di culto romani sono con sicurezza attribuibili a Ianus, Spes e Iuno Sospita, grazie agli autori antichi. Pur non avendo certezza su quale sia esattamente il nome dei singoli edifici, prevale l’ipotesi secondo cui quello più vicino al Teatro di Marcello sia quello di Giano, quello dorico quello di Speranza e l’ultimo, inserito nella chiesa, quello di Giunone Sospita.

Il tempio di Giunone, costruito tra 197 e 194 a.C., è lungo circa 30 metri, senza la scalinata, e largo 15. Esso era periptero ionico, con 6 colonne di fronte (3 file) e nella parte posteriore (2 file). Il podio del tempio è preceduto da una scalinata in travertino, che ospitava l’altare. Del tempio rimane il podio, visibile nei sotterranei della chiesa, e alcune colonne della parte anteriore.

L’edificio sacro dedicato a Giano, durante la prima guerra punica, è il meglio conservato e si preserva in maniera piuttosto consistente in particolare nella porzione meridionale, nei sotterranei della chiesa. Il podio in cementizio e rivestito di lastre di travertino è occupato da un tempio periptero sine postico (senza colonne sul fondo), con colonne ioniche (6 sul fronte per due file) interamente in peperino. L’architrave con il fregio è invece in travertino ed è incastrato nella struttura della chiesa.

Il terzo tempio, costruito anch’esso durante la seconda guerra contro Cartagine, si discosta dagli altri due e risulta di dimensioni più piccole. Esso è periptero esastilo (sempre con 6 colonne sui lati corti) con colonne di ordine dorico in travertino grezzo e misurava 25 metri di lunghezza e 11 di larghezza.

Tutti i templi subirono rifacimenti più tardi: quello di Giunone nel 90 a.C. dovuto a Cecilia Metella; l’edificio di Giano nel 17 d.C. da Tiberio; infine la struttura di Spes da Germanico, grande generale romano e membro della famiglia Giulio-Claudia, sempre nel 17 d.C.

Nell’area per concludere doveva essere presente un quarto tempio, dedicato a Pietas e costruito tra 191 e 181 a.C., ma distrutto nell’ambito delle costruzioni del Teatro Marcello. Scarsi resti strutturali di questo luogo di culto sono recentemente stati portati alla luce a nord dei tre templi conservati.

Articolo di Andrea Simeoni

Foro Olitorio San Nicola in Carcere

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