Portatelovunque Chiara Di Cillo

Portatelovunque: parola di Chiara Di Cillo, designer romana

“Grazie a Portatelovunque ogni tessuto dismesso o mandato in pensione troppo presto può trovare una nuova vita e raccontare nuove storie, trasformando il rifiuto in risorsa”.

L’affascinante brand Portatelovunque, grazie al quale tessuti e materiali di scarto si trasformano in oggetti di moda, è 100% made in Rome e prende forma grazie ad una giovane designer, Chiara Di Cillo che ha deciso di ritardare la pensione di alcuni materiali dismessi, riuscendone a tirar fuori un grande potenziale.

Un nome buffo, quasi uno scioglilingua che solo a pronunciarlo scappa un sorriso. Un nome che indica movimento, quello che sembra proprio dei romani e di chi questo progetto l’ha creato. E noi di Cosa Vedere a Roma siamo molto felici di poter raccontare questa storia di successo.

Materiali che avevano ancora qualcosa da raccontare ma non solo, come nasce l’idea Portatelovunque?

L’idea nasce quando ho ideato e poi realizzato per me stessa, una borsa che potesse fungere anche da porta pranzo. Un’amica sub mi ha regalato delle vecchie mute, così ho deciso di sfruttarne le caratteristiche termiche e quelle impermeabili. Da quell’esperimento è nata la prima zaino/tracolla, artigianale, eco sostenibile e con l’intento di coniugare il design alla praticità. Dopo aver “torturato” le prime mute e notato che quei materiali rispondevano molto bene all’utilizzo, ho continuato a sperimentare ed utilizzare tessuti tecnici dismessi, come ombrelli, tappezzeria nautica e di macchine d’epoca. Tutt’ora ogni materiale di recupero è scelto non solo per l’estetica, ma anche per le proprietà tecniche: la maggior parte infatti sono impermeabili e molto resistenti. Inoltre, tutti i prodotti sono nichel free e senza parti metalliche.

La tua formazione è tutta romana, quanto ha contribuito l’influenza della città nei tuoi lavori?

Roma ti porta a vivere una vita frenetica e a farti trovare preparato ad ogni evenienza. Per questo motivo ho deciso di chiamare il mio brand “Portatelovunque” e produrre creazioni “sorridenti”. Il verbo “portare” indica spostare in altro luogo, prendere con se durante un viaggio, fare un dono, accompagnare ed indossare.
La parola “ovunque” dà l’idea che questi oggetti possano seguirti ed essere con te in ogni momento, volendo creare un legame con il fruitore. Ogni oggetto è concepito per “accompagnarti” nella vita di tutti i giorni.

Portatelovunque è sinonimo di movimento… quello che a Roma è piuttosto complicato. Noi romani sappiamo quanto sia difficile spostarsi per la città: il traffico, i mezzi pubblici, le grandi distanze. C’è un luogo che non hai mai visto e che vorresti presto visitare?

Come solo i Romani sanno, se provieni da Roma sud, andare a Roma Nord è un’epopea! Per questo forse non sono mai riuscita ad andare al famoso “Zodiaco”, da cui si gode una vista impagabile. Mi piacerebbe molto visitare l’osservatorio astronomico di Monte Mario.

Qual è il luogo di Roma che ricordi con più affetto e perché?

Nonostante possa sembrare un ossimoro, il luogo di Roma a cui sono più legata è il cimitero acattolico, nel Rione Testaccio, dove tra le sculture romaniche riposano scrittori, poeti e personaggi celebri come Keats a Shelley e Gramsci. Mi piace passeggiare li e perdermi tra gli epitaffi, scoprendone sempre di nuovi.

Da imprenditrice hai avuto a che fare con diverse realtà e diversi contesti extra-romani. Qual è la reputazione della città che hai avuto modo di riscontrare dall’esterno?

E’ risaputo che i Romani sono istrionici e hanno di default un appeal inspiegabile, qualità che vengono riconosciute e apprezzate al di fuori dall’Urbe. Purtroppo però la reputazione della città non è altrettanto buona, le problematiche e l’inefficienza dei mezzi pubblici sono sotto gli occhi di tutti. Il più grande dispiacere è parlare con turisti e stranieri e scoprire che la maggior parte di loro sono stati o si aspettano di essere “truffati” da ristoratori e commercianti romani. Fortunatamente le bellezze di Roma ancora riescono a compensare queste grosse carenze, ma non so ancora per quanto. Le materie prime non ci mancano, ma non riusciamo a valorizzarle, anche se basterebbe davvero poco.

È appena uscita la tua nuova collezione LULLABY, ispirata alla canzone dei The Cure. Pensi si possa legare a qualche luogo di Roma?

La musica è la cifra stilistica delle creazioni Portatelovunque: le mie borse hanno lo stesso diametro dei 33 giri e ognuna è associata ad una canzone. La nuova collezione è realizzata con un tessuto che ricorda una ragnatela, citata proprio dai The Cure in “Lullaby”, la legherei a Monti, un Rione romano intricato e intrigante come la tela di un ragno. Si compone di stradine e scorci meravigliosi tutti da scoprire, rigorosamente a piedi. Per apprezzarla a pieno bisogna perdercisi.

È il momento di fare classifiche: quali sono i 3 luoghi di Roma che preferisci? Riusciresti ad associare questi 3 luoghi a una tua creazione?

La zaino/tracolla è il cavallo di battaglia di Portatelovunque, nonché il primo oggetto realizzato.
E’ POP come l’Eur, il mio quartiere d’origine, anticonformista come il Rione Monti e poliedrico come Testaccio.

Portatelovunque è anche tecnologia. Roma ospiterà anche la prossima Maker Faire, il 12-13-14 ottobre alla Fiera di Roma e tu sarai presente con la tua nuova collezione.

Portatelovunque è artigianale e fatto a mano, ma coniuga anche le nuove tecnologie come la macchina laser e le stampanti 3D, che utilizzo per sperimentare i materiali e prototipare i nuovi prodotti. Mi supportano per velocizzare il processo produttivo e creativo. Questa edizione della Maker Faire mi troverete nel padiglione “Bioeconomy Village”, vi aspetto!

Chiara, noi di Cosa Vedere a Roma ci saremo! E voi? Acquista il biglietto online ed inserisci il codice promozionale dopo aver selezionato la tariffa “Ridotto partner”, avrete lo sconto del 50%! Codice promo MFR18EGPUS

Sito: portatelovunque.it
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