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Roseto Comunale di Roma

Nella primavera di ogni anno sul versante orientale del colle Aventino ha luogo uno degli spettacoli naturali più straordinari che si possano ammirare a Roma: la fioritura di più di mille rose presso il Roseto Comunale, un luogo ricco di fascino e storia, sede del prestigioso concorso botanico internazionale Premio Roma.

Il roseto: tradizione botanica e luogo di memoria

Il Roseto comunale di Roma sorge sulle pendici dell’Aventino, di fronte ai resti del Palatino, appena sopra il Circo Massimo, in un’area che sin dall’antichità era dedicata alla dea Flora, e dove, a partire dal 241 a.C., ebbero luogo le celebrazioni dei Ludi florales ad essa dedicati. Durante l’età medioevale e fino a tutto il XVII secolo l’area era ricoperta da orti e vigneti finché, nel 1645, fu acquistata dalla Compagnia Ebraica di Carità e Morte per realizzarvi il nuovo cimitero israelitico. Da qui la denominazione “Ortaccio degli Ebrei”, con cui rimase nota sino al 1895, anno in cui venne avviata una nuova sistemazione urbanistica del Colle Aventino e il cimitero fu dismesso, quindi demolito (tra il 1930 ed il 1935) per aprire l’attuale Via del Circo Massimo. La terra cimiteriale fu trasferita nel cimitero israelitico del Verano, mentre l’area, secondo il Piano Regolatore destinata a parco urbano, venne impiegata come orto di guerra durante tutta la II Guerra Mondiale, per poi rimanere incolta sino al 1950, anno in cui divenne sede del nuovo Roseto Comunale.

L’istituzione del roseto comunale e del Premio Roma

Il primo roseto comunale di Roma fu istituito nel 1931 per volere del Governatore di Roma, su richiesta della contessa Mary Gayley Senni, rappresentante dell’American Rose Society e appassionata di botanica. Originariamente collocato sul Colle Oppio, presso il Colosseo, era costituito da circa 300 piante, compresi alcuni esemplari provenienti dal Vivaio del Governatorato e dai giardini privati della stessa contessa Senni. Per suo volere nel maggio 1933 fu istituito celebre il Premio Roma, un concorso botanico internazionale per il riconoscimento di nuove varietà di rose o ibridi, del quale fu curatrice e giudice sino al 1954.

Il roseto, distrutto a seguito dei bombardamenti della II Guerra Mondiale, venne ricostituito nel 1950 nella così detta Valle Murcia, grazie ad un accordo tra il Comune e la Comunità ebraica. Quale ringraziamento e in memoria dell’antico luogo sacro, all’ingresso del giardino venne posta una stele commemorativa raffigurante le Tavole della Legge di Mosè, mentre il disegno delle aiuole nel settore delle collezioni fu sagomato secondo la forma della “menorah“, il candelabro a sette braccia simbolo della religione ebraica.

La collezione botanica

L’odierno roseto comunale si estende su un’area di circa 10.000 m², attraversata da Via di Valle Murcia e per questo articolata in due sezioni distinte che seguono la pendenza del terreno secondo un disegno architettonico curvilineo, a forma ad anfiteatro, così da mimetizzare la frattura orizzontale costituita dalla strada. Nel settore più grande, situato più in alto e corrispondente all’originario cimitero ebraico, si trova una collezione che permette di tracciare l’evoluzione botanica della specie Rosa dall’antichità ad oggi, suddivisa tra “rose botaniche”, “rose antiche” e “rose moderne”. Nel settore inferiore, più piccolo, hanno dimora le rose partecipanti al Premio Roma e la collezione delle rose che, dalla prima edizione svoltasi a Colle Oppio nel 1933, hanno vinto la prestigiosa manifestazione.

In totale vi sono coltivati più di 1000 esemplari di rosa, provenienti da più di 20 paesi, comprese varietà rare e particolari, come la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni, la Rosa Omeiensis Pteracantha, con spine a forma di ala e un fiore a quattro petali, la Rosa Phoetida, bellissima ma maleodorante. Tra le semplici alberature che delimitano il giardino, invece, trovano dimora alcuni cipressi secolari, gli stessi che una volta crescevano nel vecchio cimitero e ultimi testimoni di un passato ricco di memoria e di sacralità.

Il nome della rosa

Tutte le piante presenti nel roseto, eccetto quelle in gara per il concorso, sono identificate tramite una targa che ne specifica varietà, origine, categoria di appartenenza e anno in cui è stata scoperta o ottenuta per la prima volta. I nomi dati ai diversi esemplari sono variegati tanto quanto i fiori stessi e spesso ispirati ad artisti, scrittori e personaggi famosi, legati alla qualità della rosa stessa o al paese d’origine, o puramente inventati. Ogni nome di ogni esemplare è tuttavia registrato ed iscritto all’interno di un albo ufficiale.

Per info su orari e aperture: servizi turistici Roma Capitale

Articolo di Livia Artibani

Roseto Comunale di Roma

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Info e contatti

Rome Rose Garden, Via di Valle Murcia, 6, 00153 Roma RM, Italy +39 06 5746810 https://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW619967

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