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Regia

L’edificio conservato tra il Tempio del Divo Giulio, il Tempio di Vesta e il Tempio di Antonino e Faustina è identificato con certezza con la Regia.

Sulla funzione di questa struttura sussistono pochi dubbi: lo scrittore romano Festo ci dice che essa è “la casa dove abita il Re”. L’unico problema che resta aperto è se fosse la dimora del vero e proprio re o del suo rappresentante in età Repubblicana, il Rex Sacrorum.

La Regia: storia e articolazione

L’edificio secondo la tradizione è attribuito a Numa Pompilio, secondo re di Roma, del quale sarebbe stata l’abitazione. Questa struttura costituì un complesso unitario dal grandissimo valore simbolico e religioso, insieme alla casa del Rex Sacrorum e a quella delle Vestali: collocandoli in un’unica pianta essi assumono la forma di una serie di padiglioni, articolati attorno ad un’area centrale.

Nella Regia di età repubblicana il Rex Sacrorum e il pontefice massime esercitarono fondamentalmente le loro funzioni sacre, non vi abitarono effettivamente. Sappiamo peraltro che in essa si situavano due santuari, uno di Marte e uno di Ops Consiva (dea agricola dei raccolti).

Nella fase più antica la Regia fu preceduta da una serie di capanne, che furono sostituite da strutture in muratura verso la fine del VII secolo a.C. Un incendio del VI secolo a.C. distrusse l’edificio, che venne quindi riedificato assumendo la conformazione tuttora presente: non è un caso che questo episodio si dati alla fine del VI, visto che nel 509 a.C. nacque la Repubblica.

La struttura si divideva in due settori: uno a sud rettangolare e uno a nord trapezoidale. Il meridionale era suddiviso in tre ambienti, due dei quali sono stati identificati con i due santuari sopra citati e che, nel caso di quello attribuito a Marte, presentava un altare circolare. Al suo interno erano conservate importanti reliquie relative al culto del dio della guerra: i sacri ancilia, i doppi scudi dei sacerdoti Salii (uno era quello del Dio caduto dal cielo e donato a Numa Pompilio, gli altri furono realizzati come copie per impedirne il furto), portati durante le processioni e i riti; le hastae Martiae, le lance che se avessero vibrato avrebbero premonito un evento terribile (avrebbero vibrato ad esempio il giorno delle Idi di Marzo del 44 a.C., quando venne ucciso Giulio Cesare che ricopriva, fra le tante, la carica di Pontefice Massimo).

La parte settentrionale era caratterizzata da un doppio porticato e un cortile scoperto. Qui si trovava anche una cisterna e vi sarebbero stati custoditi due allori, citati dalla tradizione.

Molto interessante è il fatto che questo edificio, non modificò mai la sua disposizione dal VI secolo a.C. in poi, nonostante i numerosi restauri effettuati: questo fatto evidenzia che la pianta della Regia fosse considerata sacra e che dovesse perciò rimanere immutata.

Articolo e foto di Andrea Simeoni

Regia parco archeologico colosseo

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