'700 e '800 Musei Roma Barocca Roma Rinascimentale

Galleria Borghese

Il “Casino Nobile”, oggi Galleria Borghese, venne fatto edificare agli inizi del Seicento quale residenza suburbana del Cardinale Scipione Borghese; trasformato nel Novecento in museo, costituisce oggi una delle più prestigiose raccolte di opere d’arte dal XVI al XVIII secolo, con capolavori di artisti quali Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Bernini e Canova.

La Galleria

La Villa Borghese, all’interno della quale è situata la Galleria, è una residenza nobiliare edificata all’inizio del XVII sec. per volere del Cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Papa Paolo V, noto mecenate di numerosi e illustri artisti dell’epoca e collezionista di opere d’arte.

La costruzione della Villa fu condotta tra il 1607 e il 1613 su progetto degli architetti Flaminio Ponzio e Giovanni Vasanzio (il fiammingo Jan Van Santen) seguendo il tradizionale impianto architettonico delle ville suburbane rinascimentali, come Palazzo Farnese alla Lungara, ma secondo stilemi decorativi barocchi. L’edificio del Casino Nobile infatti, odierna Galleria Borghese e in origine sede degli appartamenti privati e di rappresentanza della famiglia, si articola in un corpo di fabbrica principale (su tre piani) e due avancorpi (su due piani) collegati da un portico a cinque arcate sormontato da una terrazza. La semplicità dell’impianto ne garantiva il perfetto inserimento nel contesto naturale, mentre la luminosa decorazione della facciata, in origine riccamente ornata da rilievi e sculture antiche, colpiva per fastosità e magnificenza, anticipando all’esterno la ricchezza delle opere contenute all’interno: il Casino era stato infatti concepito come oasi di cultura, armonioso elemento d’incontro tra natura e arte.

A partire dal 1770 il Principe Marcantonio IV si occupò di ampliare e rinnovare radicalmente la Villa: sotto la direzione degli architetti Antonio e Mario Asprucci e di numerosi pittori e scultori i diversi edifici presenti nella villa ed il parco furono rimodernati secondo le più recenti tendenze Neoclassiciste, divenendo un vero e proprio modello di rinnovamento stilistico di portata europea. In particolar modo, per l’allestimento degli ambienti di rappresentanza del Casino, l’Asprucci elaborò un innovativo criterio espositivo, ancor oggi utilizzato: al centro di ogni ambiente era collocato un capolavoro della scultura antica, cui veniva raccordato il tema decorativo di ogni sala e l’esposizione delle opere minori.

La collezione della Galleria Borghese

Tanto Papa Paolo V Borghese, quanto suo nipote, il Cardinale Scipione, si distinsero per essere tra i più generosi mecenati nel panorama artistico della Roma barocca: si prodigarono, infatti, in numerose committenze e nell’acquisto di reperti e opere antiche, sino ad ottenere una tra le più vaste collezioni d’arte dell’epoca. Agli inizi del XVII sec., con il sequestro dei dipinti dello studio del Cavalier d’Arpino e diversi acquisti, tra cui quello della collezione del patriarca di Aquileia, la famiglia Borghese entrò in possesso di centinaia di dipinti, tra cui alcune opere giovanili di Caravaggio(Bacchino malato, Madonna dei Palafrenieri), oltre a numerosi capolavori di Tiziano (Amor sacro e amor profano) e Raffaello(Deposizione Baglioni, Tre grazie). Negli stessi anni venne ampliata anche la collezione scultorea: oltre a straordinari rinvenimenti occasionali, vennero acquistate le raccolte Della Porta e Ceuli e commissionate numerose opere ai più noti scultori del tempo. Dal 1615 al 1623 Gian Lorenzo Bernini eseguì per il Cardinale Scipione alcuni tra i più celebri gruppi scultorei, come l’Enea e Anchise, il Ratto di Proserpina, l’Apollo e Dafne.

Alla fine del secolo la famiglia poteva vantare un patrimonio di oltre 1000 opere d’arte tra dipinti, sculture e reperti della Roma antica; per volere del Cardinale Scipione, la proprietà dei beni fu quindi sottoposta a vincolo giuridico e garantita alla famiglia Borghese fino a tutto il XVIII secolo. Tra il 1807 e il 1808, tuttavia, in seguito alla vendita imposta da Napoleone al Principe Camillo Borghese, marito di Paolina Bonaparte, numerose opere furono trasferite al Museo del Louvre: ancora oggi costituiscono uno dei nuclei fondamentali della collezione archeologica parigina. Ciò nonostante, come da tradizione familiare, il Principe non cessò le attività di mecenatismo, né quelle di acquisto e di scavo, sino a costituire la meravigliosa collezione che è tuttora possibile ammirare. Proprio ad egli si devono alcuni tra i più celebri capolavori presenti nella Galleria, come la statua di Paolina Bonaparte, rappresentata come Venere Vincitrice da Antonio Canova. Nel 1833, infine, il Principe rinnovò l’istituzione del vincolo giudiziario sul possesso dei beni, garantendo così l’integrità della collezione sino all’acquisto della Galleria da parte dello Stato Italiano, agli inizi del ‘900.

Per info ulteriori: Galleria Borghese

Articolo di Livia Artibani

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Piazzale Scipione Borghese, 5, 00197 Roma RM, Italy +39 06 8413979 http://galleriaborghese.beniculturali.it/it

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