Tempio di Venere e Roma

Archeologia Roma Antica: Impero

Uscendo dalla stazione Colosseo della linea B della metropolitana di Roma, la vista viene immediatamente catturata dallo spettacolo del Colosseo. Una volta assorbito l’impatto emotivo, soprattutto per chi si trova per la prima volta a Roma, si può scorgere ad ovest, su un grande podio artificiale, il più maestoso edificio di culto di Roma antica: il tempio di Venere e Roma.

Il tempio di Venere e Roma: Adriano celebra l’Urbe

Il tempio di Venere e Roma occupa un’area veramente enorme, estendendosi su tutto lo spazio compreso tra la basilica di Massenzio e la valle del Colosseo: il suo podio misura ben 145 metri per 100.
Per la sua costruzione venne realizzato un imponente podio artificiale e l’edificio venne inaugurato il 21 Aprile 135 d.C. (anniversario canonico della fondazione della città). Il tempio venne progettato ed edificato per volontà dello stesso Adriano, suscitando le critiche del celebre architetto Apollodoro di Damasco, che avrebbe però pagato la sua audacia con la vita.

Il tempio, che è di forma ispirata a modelli greci, occupava la parte centrale del basamento ed era affiancato lateralmente da un grande portico. Caratteristica peculiare di questo edificio è la sua composizione, costituita da due celle gemelle orientate in senso opposto, che in origine non erano absidate e sarebbero divenute tali con il restauro di Massenzio iniziato nel 307 d.C. La cella occidentale, rivolta verso il foro, è la meglio conservata ed è stata inglobata nel convento di Santa Francesca Romana, attualmente Antiquarium del Foro.

Fra gli elementi architettonici più grandiosi vi sono le enormi colonne in porfido (tra le più grandi del mondo romano) che scandiscono le pareti e fiancheggiano le absidi. Negli absidi, tangenti tra loro, erano presenti le statue delle due divinità, di cui rimane il basamento in mattoni della dea Roma. All’interno erano inoltre presenti colonne più piccole sempre in porfido, poste su mensole, e che inquadravano delle nicchie destinate ad accogliere statue: questa disposizione è tipica degli anni intorno al 300 d.C. e si ritrova ad esempio nella Basilica di Massenzio.

Il tempio di Venere e Roma era inoltre decorato da marmi policromi di altissima qualità, da cassettoni stuccati sul soffitto e dal catino collocato nell’abside. Tutto il sontuoso apparato decorativo aumenta il valore suggestivo e conferisce ulteriore fascino al vasto spazio occupato dagli ambienti del tempio.

Sui lati lunghi del podio infine due doppi colonnati chiudevano l’area sacra, aprendosi al centro in due propilei. A questo portico appartenevano sicuramente alcune enormi colonne in granito grigio, ricollocate in epoca moderna e tuttora visibili, e appartenenti già alla prima fase adrianea.

Per info, contatti e orari: Tempio di Venere e Roma – Foro Romano.

Articolo di Andrea Simeoni

Tempio di Venere e Roma

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