Architettura Medioevo

Porta Pia

“Nomentana dicevasi anticamente quella porta, dipoi si disse di s. Agnese per la vicina chiesa di detta Santa, ora però la diciamo Porta Pia, perchè da Pio IV. fu ornata col disegno da celebre Buonarroti; ma essendo rimasta imperfetta, fu poi proseguita dal Cav. Bernini, il quale neppure la terminò. A sinistra di questa porta fu l’antico e famoso Castro Pretorio, ed appresso il Vivario, vedendosene ancor le mura distese in fuori, e 4. miglia lungi dalla Città fu’ la famosa villa di Faonte liberto di Nerone, in cui egli uccise se stesso.”

Indice istorico del gran prospetto di Roma – Itinerario istruttivo
Giuseppe Vasi, 1765

Porta Pia: un monumentale ingresso a Nord della città

Porta Pia è una delle 18 porte presenti nella cinta muraria difensiva delle così dette Mura Aureliane. Situata a ridosso del moderno quartiere Nomentano, fu commissionata nel XVI secolo da Papa Pio IV Medici, da cui il nome, in sostituzione proprio dell’antica Porta Nomentana e quale fondale scenografico per l’intervento di sistemazione urbanistica della Strada Pia, l’antica via Alta Semita, che univa le ville suburbane situate a Nord della città con il Colle Quirinale.

Un singolare progetto architettonico di Michelangelo

Il carattere distintivo del disegno architettonico di Porta Pia rappresenta il momento di transizione fra le tendenze classicheggianti del tardo Rinascimento e le nuove aspirazioni del Barocco: essa infatti si configura come uno degli ultimi, straordinari progetti architettonici di Michelangelo, se pure completato dopo la sua morte dall’architetto Giacomo Del Duca. Il disegno dell’attuale facciata esterna, verso la Via Nomentana, e dell’attico risalgono invece al XIX secolo e non appaiono in alcun modo raccordati al progetto michelangiolesco.

Costruita interamente in travertino e mattoni, la fronte affacciata verso la Città è suddivisa in tre campate, quella centrale impreziosita da un portale a tabernacolo marmoreo in alto rilievo che risalta prepotentemente sulle lisce murature circostanti. Ai lati del portale sono collocate, infatti, due paraste scanalate che sostengono un’alta cornice sormontata da un timpano triangolare all’interno del quale è inserito un timpano ricurvo spezzato, arrotolato in volute e tenuto insieme dai racemi di una ghirlanda; la porta è incorniciata da bugne compatte che si ripiegano in un arco dal profilo spigoloso. Ogni elemento, ogni dettaglio è giocato sui contrasti, a partire dall’accostamento tra un’incorniciatura così possente e pesante e una porta in proporzione molto minuta, che ne appare quasi oppressa, schiacciata.

Non sono da meno le campate laterali, dove delle imponenti edicole incorniciano in basso una piccola finestra, poi un riquadro contenente un’iscrizione, infine, nella parte più alta, un elemento a rilievo di forma circolare. Il profilo mistilineo delle decorazioni richiama quelle della campata centrale, con le paraste scanalate, l’alta cornice e il timpano triangolare che incorniciano le finestre; il telaio delle iscrizioni sormontato da volute e da un timpano curvo spezzato; i tondi fasciati da un profilo ricurvo, come una stola, forse allusivo all’arte dei chirurghi e dei barbieri da cui sembra discendesse il ramo cadetto della famiglia Medici cui apparteneva il Papa.
L’alta mostra posta sulla sommità della campata centrale e decorata con lo stemma di Pio IV, opera dell’artista Giacomo del Duca, fiancheggiata da due angeli, opera dello scultore Nardo de’ Rossi, fu rimaneggiata e poi completata solo in tempi recenti.

Il progetto per la controfacciata

Il progetto di Porta Pia verso la Via Nomentana, invece, venne completato solo nel 1869 dallo scultore e architetto Virginio Vespignani . Il prospetto consta di una struttura che visivamente richiama gli archi trionfali d’età imperiale, divisa in tre settori da quattro colonne corinzie in granito grigio rialzate su di un basamento, le due centrali aggettanti rispetto a quelle laterali, a dare risalto alla grande porta d’ingresso e a sostenere la cornice ed il timpano triangolare. Campeggia al di sopra il frontone con un’epigrafe dedicatoria, mentre nei settori laterali sono ricavate due nicchie ove sono collocate le statue di S.Agnese e di S. Alessandro, ad opera dello stesso Vespignani.

Tra le due facciate che costituiscono la porta, collegate da piccoli edifici in origine aventi funzione difensiva, viene così a formarsi un cortile dove in età moderna è stato collocato il Museo Storico dei Bersaglieri, nel quale sono conservati reperti e cimeli del glorioso corpo militare. Proprio di fronte alla porta esterna infatti, a memoria della liberazione della città dalle truppe austriache durante la I Guerra Mondiale, nel 1932 Benito Mussolini volle collocare un monumento al bersagliere ad opera dello scultore Publio Morbiducci.

L’importanza di Porta Pia oggi

Oltre allo straordinario valore architettonico, Porta Pia è nota soprattutto per un evento militare avvenuto in età risorgimentale, precisamente il 20 settembre 1870, e conosciuto come Presa di Roma. Proprio in quella data il tratto di mura adiacente la porta, infatti, fu lo scenario di una vittoriosa battaglia delle truppe del Regno d’Italia sullo Stato Pontificio, che segnò la fine di quest’ultimo e l’annessione di Roma all’Italia.

Oggi, nel punto esatto in cui fu aperta la breccia, sorge un monumento in marmo ornato da quattro lesene che fiancheggiano tre riquadri contenenti le iscrizioni celebrative in onore dei caduti durante il combattimento e della restituzione di Roma all’Italia. Dinanzi al monumento è stata collocate una colonna in granito grigio, originariamente posta al centro della Strada Pia, sormontata da una statua di una vittoria alata in bronzo proveniente dalle terme di Nerone e ivi collocata in occasione del 25° anniversario della presa di Roma.

Articolo di Livia Artibani

Porta Pia

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