Architettura Medioevo Roma Rinascimentale

Casina del Cardinale Bessarione

La Casina del Cardinale Bessarione è situata sul tratto urbano della via Appia Antica, oggi via di Porta S. Sebastiano, ed è annoverata tra le più antiche villa romane di età rinascimentale.

Età antica e medioevale – Le terme, la necropoli e il Monasterium Corsarum

La Casina del cardinale bessarione deve la sua configurazione attuale al rifacimento di preesistenze d’età romana (III sec. a.C. – VI sec. d.C.) e medievale (VI – XVII sec.). Venne eretta, infatti, tra il VII-VIII sec. quale monastero alle dipendenze della chiesa di S. Cesareo, in un’area che in età repubblicana ed imperiale era stata adibita a necropoli, ma nella quale è attestata anche la presenza di un complesso termale dedicato a Torquato e Vespasiano, in uso fino al II sec., e del quale sono state rinvenute alcune decorazioni a mosaico a tema marino. Trasformata in abitazione privata, nel IX sec. fu acquisita da Papa Leone III, convertita nuovamente in monastero e, successivamente, in ospedale (XIV-XV sec.).

Età rinascimentale e moderna

Nel 1450 l’antico fabbricato venne restaurato e trasformato in residenza estiva da Giovanni Basilio Bessarione, Cardinale di Tuscolo, il quale possedeva la diocesi di S. Cesareo: egli fece ampliare la Casina verso la strada, corredandola di una loggia e di un giardino all’italiana. Dei cardinali Giovanni Battista Zeno e Marcello Crescenzi, che ne presero possesso dal 1479 al 1600, rimangono solo gli stemmi nella decorazione a fresco rispettivamente di alcune stanze padronali e della loggia. Nel 1600 Papa Clemente VII concedette la chiesa di S. Cesareo e tutte le dipendenze al Collegio Clementino dei Padri Somaschi, da lui fondato nel 1594; nel 1870, con la soppressione del Collegio, la Casina venne quindi ceduta al Convitto Nazionale, che vi stabilì la propria sede. All’inizio del XX sec., dopo la dismissione del Convitto, la Casina venne trasformata in osteria di campagna, detta “Osteria del Capannone”; il giardino venne abbandonato, le superfici completamente intonacate, gli ambienti interni radicalmente modificati.

La villa rinascimentale

Nel complesso, l’edificio della Casina si articola su tre livelli: un livello seminterrato, destinato agli ambienti di servizio, dove si trovano la cucina, un lavatoio e un vestibolo finestrato. Il cosiddetto “piano nobile”, situato a livello della loggia, articolato in sei stanze dotate di camino e adibite ad ambienti privati, come lo studio e la camera da letto padronale, e di rappresentanza, quali la sala regia, il vestibolo e la sala da pranzo. Un livello rialzato, anch’esso articolato in sei stanze, destinato agli appartamenti privati del Cardinale. Di notevole interesse sono gli affreschi che ornano i diversi ambienti e, in particolar modo, le sale di rappresentanza al piano nobile: tutti a tema floreale, arricchiti da stemmi e trofei d’armi, di gusto tardo gotico. L’elemento più rilevante dell’intero complesso è tuttavia la loggia: riccamente affrescata con temi di paesaggio, si articola in un ampio spazio aperto verso il giardino tramite quattro arcate sostenute da colonne di spoglio a capitelli alternati, dorici e ionici, e affacciato sull’antica Via Appia tramite una delle due raffinate finestre a croce guelfa del prospetto principale. L’elegante giardino all’italiana è invece caratterizzato da piccole aree verdi riccamente piantumate e impreziosito da alberi di arance posti a cornice di una graziosa vera di pozzo.

La Casina del Cardinale Bessarione oggi. Perché visitarla?

Nel 1925 i terreni retrostanti la Chiesa di S. Cesareo e la Casina furono espropriati e concessi dal Demanio dello Stato al Governatorato, che vi istituì il Parco di S. Sebastiano, elemento rilevante del progetto mussoliniano per la Passeggiata Archeologica. L’Architetto razionalista Adolfo Pernier si occupò di restaurare completamente la Casina, corredandola di mobilio originale, e di insediarvi un museo, aperto al pubblico nel 1933. Nel 2000, in occasione del Giubileo, la Casina e il giardino sono stati nuovamente restaurati: gli ambienti, adibiti a luogo di rappresentanza del Comune di Roma e aperti a visite su prenotazione, costituiscono un raro esempio di villa rinascimentale extraurbana; gli arredi e le opere d’epoca di cui è stata dotata, insieme al giardino, ricreano una suggestiva ambientazione umanistica ricercata e introvabile altrove.

Per info: Casina del Cardinale Bessarione – Sovrintendenza Roma

Articolo di Livia Artibani

Casina del cardinale Bessarione

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