Architettura Monumenti e Statue Roma Barocca

Palazzo Spada e la galleria prospettica di Borromini

All’angolo di una modesta piazza a metà strada tra il Tevere e Campo de’ Fiori, il delicato ornamento della facciata di Palazzo Spada introduce una delle architetture più ricche e problematiche dell’età barocca.

Storia della costruzione di Palazzo Spada

Fu per volere del Cardinale Girolamo Capodiferro che verso la metà del 1500 alcuni edifici appartenenti alla sua famiglia di antica nobiltà, vennero sacrificati per avviare la costruzione del Palazzo, ad opera dell’architetto Bartolomeo Baronino. In pochi anni l’edificio era ultimato e raccoglieva l’eredità della più mite e armoniosa architettura del primo cinquecento, col suo ampio bugnato bramantesco al piano terra e la ricca decorazione superiore debitrice a Palazzo Branconio di Raffaello (a noi nota solo attraverso disegni.)

Nel 1632 il Cardinale Bernardino Spada acquistò il Palazzo e aprì una fase di rinnovamento ed accrescimento della costruzione che proseguì anche coi suoi successori, e vide l’intervento di numerosi pittori e architetti tra cui quello decisivo di Francesco Borromini e del suo fedele Francesco Righi, imprimendo nell’opera un fortissimo carattere barocco attraverso ricchezze uniche al mondo, come la famosa Galleria Prospettica.
L’ultimo capitolo della storia artistica del Palazzo si apre in età neoclassica che lo vede impreziosirsi di decorazioni in numerosi ambienti del piano nobile.

Le ricchezze di Palazzo Spada

Si intrecciano all’esterno e all’interno simboli della devozione cattolica con valori della cultura umanistica del Cardinale Capodiferro. In facciata 8 nicchie ospitano statue di uomini illustri della storia di Roma; nel cortile interno altre 12 nicchie accolgono le divinità pagane. Al piano nobile, i dipinti e gli stucchi muovono dalle Metamorfosi di Ovidio alla vita della Madonna e di Cristo, insieme ad scene della classicità con soggetto Achille o Enea.

Il gusto barocco del Cardinale Spada si esprime nel Salone di Pompeo, le cui pareti ospitano finte prospettive architettoniche, esercizi di manipolazione della percezione che culminano nell’illusoria Galleria Prospettica di Borromini, la quale inquadra una statua al termine di uno stretto camminamento coperto a botte, sapientemente ridotto in progressione nell’altezza e nelle dimensioni delle colonnine, restituendo l’impressione che il percorso sia di 30 metri pur essendo nella realtà di circa 8 metri.

Grazie all’ingegno del matematica Emmanuel Maignan, il Cardinale Spada potè donare al palazzo una delle più importanti Meridiane catrottiche, dipinta sulla volta da Giovanni Battista Magni, la quale segnava l’ora non per mezzo dell’ombra dello stilo gnomonico come nei più antichi e tradizionali orologi solari, ma con un punto di luce specularmente riflesso. Lo specchietto tuttavia, posto sulla finestrella sormontata dallo stemma di Bernardino Spada, è andato perduto.

Per info, contatti e orari: Palazzo Spada (Beni Culturali), Palazzo Spada e Galleria Prospettica.

Articolo di Claudia Di Falco

Palazzo Spada

Palazzo Spada e galleria prospettica

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