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Fontana di Trevi

Racchiusa tra strette vie e addossata alla facciata di Palazzo Poli, si erge la Fontana di Trevi, grandiosa fusione di scultura e architettura in una scenografia che accoglie le acque dell’antico acquedotto romano dell’Acqua Vergine.

Fontana di Trevi: un impianto molto antico

Furono molti gli architetti che vollero cimentarsi nel progetto della Fontana di Trevi, la quale deriva da un impianto molto antico, risalente all’epoca di Augusto, che portava l’acqua del fiume Aniene all’interno del Campo Marzio con lo scopo di alimentare le terme volute dall’architetto Marco Vipsanio Agrippa.

Noto con il nome di Acquedotto dell’Acqua Vergine, questo impianto e il suo sbocco all’interno della città furono rimaneggiati numerose volte nel corso dei secoli e diversi progetti si susseguirono, specialmente in epoca barocca, nel tentativo di dare finalmente una maestosa definizione alla fontana. Molti pontefici si avvicendarono, interrogando architetti come Gian Lorenzo Bernini, Carlo Fontana, ed anche l’Accademia di San Luca dedicò al tema alcuni concorsi. Tuttavia bisognerà aspettare gli anni ’30 del millesettecento e l’intervento di Papa Clemente XII: sono anni di ritrovata ricchezza di imprese architettoniche dopo un periodo di stasi che ha coinvolto Roma al tramontare dell’epoca tardo-barocca; molte fabbriche incompiute sono vigorosamente riprese e si realizzano opere di sublime bellezza come la Scalinata di Piazza di Spagna.

Il pontefice indisse un concorso nel quale spiccavano i progetti di Fuga, Vanvitelli e Nicola Salvi, il quale vinse con un progetto che da una parte si legava al tema della fusione della facciata di palazzo con la fontana caro a Pietro da Cortona, dall’altra riprendeva l’idea presentata da Bernini, di raccontare attraverso il complesso scultoreo e decorativo, la storia dell’Acqua Vergine.

Neppure Papa Clemente XII poté vedere però il cantiere della Fontana di Trevi concludersi; bisognerà attendere fino al 1762.

La composizione della fontana

La fontana è uno dei capolavori di Nicola Salvi, che esprime in questa composizione un tardo barocco classico di raro vigore, non formalizzato nello stile berniniano e non ancora sfociato nel neoclassicismo.
La vasca rettangolare dagli angoli stondati riempie con imponenza lo spazio della piazza, in perfetta memoria barocca, e si lega con la facciata di palazzo attraverso un complesso di rocce in travertino e allegorie scultoree.
Il tema dell’opera è il mare. Al centro, nella grande nicchia si erge la statua di Oceano, ad opera di Pietro Bracci, intento a governare due cavalli alati che simboleggiano le diverse anime del mare, placido o agitato; rappresentano invece la Salubrità e l’Abbondanza le due statue poste all’interno delle due nicchie minori.

Sono evidenti alcuni elementi rococò, come la conchiglia di Nettuno, ma il complesso ha decisi caratteri classici. L’intuizione di fondere facciata di palazzo con arco trionfale, paraste e colonne corinzie giganti, e tratti isolati di trabeazione spezzati dalla finestre, esprime in un solo gesto compositivo un dialogo tra Palladio e il più elegante barocco romano.

Per info, contatti e orari: Fontana di Trevi.

Articolo di Claudia Di Falco

Fontana di Trevi

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