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Fontana dei Quattro Fiumi

La Fontana dei Quattro Fiumi (o Fontana dei Fiumi) è un’opera di Gian Lorenzo Bernini e si trova al centro di Piazza Navona. Magistrale fusione di architettura e scultura, rappresenta uno dei massimi esempi del barocco romano, durante il periodo più fecondo dell’artista.

Si instaura in un contesto nel quale convivono interventi architettonici sovrapposti ed integrati nel tempo tuttora riscontrabili negli edifici che determinano il perimetro della piazza, di forma esattamente corrispondente all’antico stadio di Domiziano (86 d.C.) che ne occupava precedentemente il terreno.

La fontana dei Quattro Fiumi fu ideata e costruita tra il luglio 1648 ed il giugno 1651 su commissione di papa Innocenzo X Pamphili ad ornamento della piazza nella quale si stava costruendo il monumentale palazzo di famiglia, Palazzo Pamphili. Sostituì un abbeveratoio per cavalli di fine ‘500 e si trova davanti all’ingresso della chiesa di Sant’Agnese in Agone, realizzata su progetto di Borromini.

La fontana, tra architettura e scultura

Al centro di un basso bacino ellittico, la fontana è pensata come una grande scogliera cavernosa di travertino, scavata da una grotta con quattro aperture, che sorregge la copia romana di un obelisco egizio, rinvenuto nel 1947 nel circo di Massenzio sull’Appia Antica. Sugli angoli della grotta sorgono quattro monumentali figure, sedute in pose contrastanti, allegorie di quattro fiumi dei quattro continenti finora conosciuti ed identificati anche dalla vegetazione e dagli animali che vi sono raffigurati accanto:

• il Nilo (di Giacomo Antonio Fancelli) che si copre il capo con un panno, in riferimento all’oscurità delle sue sorgenti, mentre un leone sbuca dalla roccia per abbeverarsi ai piedi di una palma africana;
• il Gange (di Claude Poussin) che sostiene un lungo remo sul quale è avvolto un drago, suggerendo la navigabilità delle sue acque;
• il Danubio (di Antonio Raggi) che indica uno dei due stemmi della famiglia Pamphili come a sottolinearne l’autorità al mondo intero mentre un cavallo esce dalla cavità delle rocce come per slanciarsi in una sfrenata galoppata verso le pianure danubiane;
• il Rio de la Plata (di Francesco Baratta) che possiede un sacco straripante di monete d’argento a simboleggiare il colore argenteo delle sue acque, mentre un gruppo di cactus ed un coccodrillo (o un armadillo) spuntano da un angolo della scultura.

Figure che sembrano muoversi con gesti pieni di vita ed un’incontenibile espressività. Più in alto due imponenti stemmi marmorei con la colomba che porta un ramoscello d’ulivo, simbolo della famiglia del papa, che viene collocata anche alla sommità dell’obelisco, come simbolo del controllo e del trionfo della Chiesa sulle quattro parti del mondo raffigurate.

Il progetto commissionato a Bernini

A quegli anni risale l’antico conflitto tra le famiglie papali Barberini e Pamphili. Il papa Innocenzo X Pamphili, successore di Urbano VIII Barberini, aveva in mente di disfarsi di tutto ciò che lo potesse accomunare al predecessore e non vedeva di buon occhio Gian Lorenzo Bernini, stimato moltissimo dalla famiglia Barberini.

Bernini, per ottenere la commissione papale del progetto della Fontana, fece una mossa molto astuta: regalò un modello in argento dell’opera alla cognata del papa, donna Olimpia Maidalchini, molto influente nei confronti del pontefice il quale si convinse così ad affidargli il lavoro, spiazzando la concorrenza del Borromini.

Le spese per la realizzazione della fontana de Quattro Fiumi furono così elevate che il pontefice fu costretto ad aumentare il prezzo del pane, scatenando l’odio del popolo verso sua cognata, ritenuta indirettamente responsabile dell’accaduto.

Le leggende sulla fontana dei Quattro Fiumi e la disputa tra Bernini e Borromini

Una leggenda, ancora oggi molto popolare, racconta che la rivalità tra il Bernini e il Borromini si ripercosse anche nella costruzione della fontana. Si narra infatti che il gigante che simboleggia il Nilo si nasconda gli occhi per non vedere la chiesa di Sant’Agnese in Agone di fronte a lui e realizzata dal Borromini, e che la statua del Rio della Plata tenga il braccio alzato impaurita da un eventuale crollo del campanile della stessa chiesa. Così, ovviamente, non poteva essere perché la chiesa in questione fu realizzata dal Borromini solo a partire dal 1652, un anno dopo l’inaugurazione della fontana.

Per info, contatti e orari: Fontana dei Quattro Fiumi.

Articolo di Francesco Nardi

Fontana dei Quattro Fiumi Bernini

Fontana dei Quattro Fiumi Bernini

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