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Arco degli Argentari

L’Arco degli Argentari è situato su uno dei lati della chiesa di San Giorgio in Velabro. Esso costituiva l’ingresso monumentale al Foro Boario, sullo sbocco di una strada proveniente dal Vicus Iugarius, che univa il Foro repubblicano al Foro Olitorio e all’area del porto fluviale.

Struttura dell’arco degli Argentari

Dedicato a Settimio Severo e alla sua famiglia dagli argentarii (banchieri) e dai negotiantes boarii (mercanti di buoi), come visibile dall’iscrizione, l’arco aveva una struttura molto originale: si tratta di una porta architravata posta su due piloni, inquadrati da lesene angolari (pilastro verticale che sporge da una parete muraria con funzione decorativa). Il complesso è alto 6,8 metri e largo 5,8 ed è probabile che in cima fossero collocate le statue della famiglia imperiale.

L’apparato decorativo è particolarmente ricco ed organizzato in pannelli, disposti sulla fronte verso il foro e sui fianchi. Una cospicua decorazione vegetale occupa gli spazi lasciati liberi dai pannelli e dall’iscrizione. I rilievi rappresentano scene legate a funzioni religiose e alla tematica militare (lato ovest), ricordando le vittorie nelle campagne partiche condotte dall’imperatore e celebrate anche nell’arco dedicato sempre a Settimio Severo nel Foro Romano.

Un fregio minore, nella parte bassa dei pilastri, raffigura un sacrificio solenne di tori e una fascia con strumenti e insegne sacrificali lo separa dai pannelli superiori. Quello a sinistra ritrae un personaggio stante, identificato forse con Caracalla. Sulla facciata esterna del pilastro sono rappresentati soldati romani con un barbaro prigioniero. I pannelli all’interno del fornice (apertura) sono i più importanti: a sinistra Caracalla in atto di libare su di un altare portatile, si nota tra l’altro uno spazio vuoto evidentemente scalpellato, che probabilmente raffigurava Geta, colpito da Damnatio Memoriae nel 212 a.C. (nel diritto romano indicava una pena consistente nella cancellazione di qualsiasi traccia riguardante una persona); sull’altro lato compaiono Settimio Severo e Giulia Domna, anch’essi in atto di sacrificare e anche qui con una figura scalpellata mancante, forse Geta o Plautilla.

Lo stile e la rappresentazione delle figure presenti sull’arco degli Argentari sono influenzati dal carattere non ufficiale del monumento e sono forieri di nuovi gusti artistici: la frontalità, la mancanza di prospettiva e la resa disegnativa dei personaggi, associati alla gerarchia delle proporzioni, sono tutti elementi che concorrono a conferire un’aura mistica ai protagonisti della famiglia imperiale e precorrono lo stile della tarda antichità.

Articolo e foto di Andrea Simeoni

Arco degli Argentari

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San Giorgio in Velabro, Via del Velabro, 19, 00186 Roma RM, Italy http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/arco-degli-argentari.html

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