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Tempio di Giove Capitolino

Sulla sommità meridionale del Campidoglio, nota come Capitolium, sorgeva il più importante centro del culto di Stato romano, il tempio di Giove capitolino dedicato alla Triade capitolina: Giove Ottimo Massimo, Giunone Regina e Minerva.

Della struttura originaria sono state preservate delle porzioni delle imponenti fondazioni in blocchi squadrati di cappellaccio, visibili nel Museo Nuovo Capitolino, di fronte al giardino Caffarelli e in via del Tempio di Giove. La decorazione architettonica del tempio invece venne rinvenuta nel 2014.

Il tempio di Giove Capitolino: storia e struttura

Il tempio venne edificato come concorrente e duplicato del tempio del santuario preromano di Iuppiter Latiaris, che trovava sede sul vicino Monte Albano come area sacra dei popoli latini. Il tempio venne edifico dalla dinastia etrusca dei re di Roma (Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo), la cui volontà era di spostare il baricentro politico dei latini nella città di Roma. Al di fuori del tempio si tenevano infatti le più importanti cerimonie di Stato romane e al suo interno si conservava una delle più importanti raccolte oracolari del mondo antico: i Libri Sibyllini, consultati in tempo di grave crisi per avere risposte risolutive. L’inizio della costruzione viene tradizionalmente fatta risalire a Tarquinio Prisco, ma venne definitivamente realizzato sotto Tarquinio il Superbo, grazie al bottino del sacco di Pomezia e terminato con i primi consoli di Roma. Successivamente subì un grave danneggiamento in un incendio dell’83 a.C., venendo quindi ricostruito e dedicato nuovamente nel 69 a.C., grazie al console Q. Lutatio Catulo.

Il tempio della Triade Capitolina è un tipico tempio tuscanico di VI secolo a.C. e costituisce il più grande esempio di età arcaica a noi giunto. Il tempio si caratterizzava per la divisione interna in tre celle e poggiava su un basamento in blocchi di cappellaccio a pianta quasi quadrata. La planimetria dell’edificio è quella di un peripteros sine postico con tre file di 6 colonne l’una nel vestibolo e due file di altrettante colonne sui lati. Per quanto riguarda le celle, quella centrale era dedicata a Giove, quella a destra a Minerva e l’ultima a Giunone.

L’acroterio (elemento decorativo o figurato che corona il vertice e gli angoli del frontone) centrale era decorato con una quadriga in terracotta dipinta, opera di artisti di Veio. Della stessa bottega scultorea, attribuita a Vulca grazie a quanto tramandato da Plinio il Vecchio, erano dovute le statue di culto sempre in terracotta e il resto della decorazione templare.
Le statue vennero inoltre rimpiazzate successivamente a causa dei danneggiamenti subiti dall’edificio: quella di Giove ad esempio venne sostituita nel 65 a.C. da una crisoelefantina (oro e avorio) gigantesca, opera dello scultore Apollonios figlio di Nestore, sul modello di quella dello Zeus di Olimpia.

Per info, contatti e orari: Tempio di Giove Capitolino.

Articolo di Andrea Simeoni, foto di Livia Artibani.

Tempio di Giove Capitolino roma

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