Foro Boario

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L’area, collocata sulla riva sinistra del fiume in prossimità del traghetto e del porto tiberino, era occupata dal mercato dei buoi. A quest’area sono riconducibili le leggende sull’occupazione greca prima della fondazione della città: Evandro e gli Arcadi, Enea, Ercole e Saturno avrebbero camminato per primi su questa sponda del Fiume.

L’area del Foro Boario

Si dice che ogni leggenda abbia un fondo di verità e non è forse un caso che si siano ritrovati, nella zona del Foro Boario, frammenti di ceramica geometrica greca di VIII secolo a.C., agli albori della città di Roma: l’archeologia ha confermato, ancora una volta, quello che nella tradizione viene raccontato attraverso la mitizzazione di fatti storici reali, costituiti in questo caso dalle frequentazioni commerciali ad opera di mercanti greci.

I limiti dell’area erano compresi tra il Circo Massimo a sud-est, la palude del Velabro a nord est (bonificata dai re etruschi di Roma con la realizzazione della Cloaca Maxima), il vicus Iugarius, alle pendici del Campidoglio a nord, il Tevere a ovest e l’Aventino a sud.

L’area a causa delle attività svolte e della sua posizione, fu sovente soggetta ad incendi e ad episodi alluvioni per le esondazioni del Tevere, tra il IV e il II secolo a.C.
Fra gli edifici più importanti che qui furono realizzati si ricordano: il tempio di Ercole Olivario, il tempio di Portunus, il Giano del Foro Boario e l’Ara Maxima (il più antico luogo di culto di Roma, edificato da Evandro per la tradizione e dedicato ad Ercole, che qui avrebbe ucciso Caco secondo il mito), nonché la sua entrata monumentale costituita dall’Arco degli Argentari.

A partire dal II secolo a.C. la posizione delle strutture portuali e delle relative infrastrutture fu modificata trasferendole più a valle, al di sotto dell’Aventino (Emporium). A quel punto ville e strutture residenziali private colonizzarono questo porzione di territorio dell’Urbe. A testimonianza però della parziale prosecuzione delle attività commerciali, venne qui costruito nel IV secolo d.C. il Giano del Foro Boario di cui rimangono tracce in frammenti di iscrizioni dedicatorie, riferite a Costanzo II e murate nella facciata della chiesa di S. Giorgio in Velabro.

Nel periodo medievale i templi di Portunus e di Ercole Vincitore, ancora visibili camminando sul Lungo Tevere poco prima dell’Isola Tiberina, vennero trasformati in chiese e poco lontano sorse anche la chiesa di Santa Maria in Cosmedin. Nella cripta di quest’ultima chiesa sarebbe stato riconosciuto il podio dell’Ara Massima di Ercole.

Per info, contatti e orari: Il Foro Boario.

Articolo di Andrea Simeoni

Foro Boario

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