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Fontana delle Tartarughe al Ghetto di Roma

Nel più piccolo rione di Roma trova spazio una piazza tanto cara al cinema che reca al centro la fontana delle Tartarughe, concepita in periodo manierista ma dai tratti incredibilmente armoniosi e delicati che restano impressi agli occhi di chiunque vi passi davanti.

All’interno del rione Sant’Angelo sorge una delle più deliziose e nascoste piazze di Roma: la piazza Mattei, che prende il nome dai proprietari dei palazzi che qui si affacciano e che hanno visto susseguirsi secoli di vicende storiche e hanno ospitato personaggi del calibro di Caravaggio e Giacomo Leopardi.

Il più antico dei palazzi che costituiscono la cosiddetta ‘isola Mattei’ è il Palazzo di Giacomo Mattei che è costituito da due nuclei, di cui quello al civico 19 dalle forme quattrocentesche, mentre quello al civico 17 più tardivo e realizzato ad opera di Nanni di Baccio Bigio, già architetto della facciata esterna della Porta del Popolo.
Proprio questo palazzo è oggetto della famosa leggenda che caratterizza una delle piazze più incantevoli del Ghetto: il proprietario, il duca Muzio Mattei, aveva un vizio del gioco talmente spiccato che una sera perse tutto il suo patrimonio, compreso il palazzo. Ricevuta la notizia dell’evento, il futuro suocero, che gli aveva promesso in sposa sua figlia, decise di revocare la mano della ragazza; a questo punto il duca Mattei per riottenere la fiducia del signore, decise di invitarlo a trascorrere la serata in un ricevimento nel suo palazzo che durò fino all’alba. Durante la notte, per stupire il signore e sua figlia, il Mattei fece realizzare davanti al palazzo una splendida fontana, il che gli valse la concessione della mano della sua amata. Tuttavia in memoria dell’evento fece murare la finestra al piano terra in modo che nessuno potesse più vedere la fontana dal palazzo.

La fontana in questione è la fontana delle Tartarughe opera del fiorentino Taddeo Landini e probabilmente di Giacomo della Porta: l’architetto, che nel 1570 iniziò ad occuparsi del restauro dell’Acquedotto Vergine, progettò per la Roma di Pio V un’innumerevole quantità di nuove fontane ad adornare le piazza della città tra cui questa.
La fontana presenta la tipica forma polilobata dellaportiana ed è caratterizzata da un gruppo scultoreo bronzeo composto da efebi – nome con il quale vengono chiamati i giovinetti greci nel biennio che li conduce dall’età dell’infanzia a quella della maturità – che tengono la coda dei delfini da cui fuoriesce l’acqua e che quasi spingono ad abbeverarsi nella vasca superiore le celebri tartarughe, che danno il nome alla fontana e che furono aggiunte in una fase successiva attribuita al restauro operato da Papa Alessandro VII nel 1658.
Le quattro tartarughe furono purtroppo oggetto di una serie atti vandalici e furti a cui seguirono fortunatamente i ritrovamenti; tuttavia nel 1981 il Comune di Roma decise di sostituirle definitivamente con delle copie e di trasportare le originali ai Musei Capitolini dove ancora oggi si trovano.

Per maggiori informazioni: Piazza Mattei

Articolo di Arda Lelo

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Turtle Fountain, Piazza Mattei, 00186 Roma RM, Italy

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