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Basilica Iulia

La Basilica Iulia si pone nello spazio compreso tra il Tempio di Saturno e quello dei Castori, dove i limiti erano segnati da due principali strade: il Vicus Iugarius ad ovest e il Vicus Tuscus ad est.

La Iulia occupò l’area della vecchia Basilica Sempronia, coprendone i resti, che sono stati in parte portati alla luce grazie agli scavi realizzati al centro dell’edificio.

La basilica Iulia: storia e struttura

La basilica venne costruita per volontà di Cesare, parallelamente ai lavori per il nuovo foro, a partire dal 54 a.C., venendo completata sotto Augusto, che fu costretto peraltro a restaurarla nel 9 a.C. a seguito di un incendio, dedicandola ai due figli adottivi Gaio e Lucio Cesari. Un ulteriore restauro molto più tardo è da attribuire a Diocleziano a seguito dell’incendio del 283 d.C.

La Sempronia invece, ormai coperta dalla Iulia, venne edificata nel 169 a.C. per opera del censore Tiberio Gracco, padre dei celebri tribuni della plebe Tiberio e Gaio, e comportò la demolizione di edifici più antichi come la domus privata di Scipione l’Africano e le vicine botteghe.

Queste due basiliche rispecchiavano le esigenze relative al tipo di edificio: un ampio spazio coperto, occupato da file di colonne o pilastri funzionali al sostegno della copertura, che andava a suddividere l’ambiente in più navate. La tipologia di costruzione era funzionale a svolgere le funzioni politiche e giuridiche del comizio in condizioni di tempo avverse.
L’edificio appare in un cattivo stato di conservazione, presentando ancora solo il basamento che sorge su alcuni gradini. I pilastri tuttora presenti e realizzati in mattoni risalgono a restauri ottocenteschi. È possibile però ricostruire la planimetria: essa era lunga 109 metri e larga 49, suddivisa in cinque navate, grazie a due portici concentrici attorno alla navata centrale. La navata esterna, che dava sul foro, era articolata su due livelli di arcate e di conseguenza quella centrale era composta da tre piani.

La basilica ospitava la sede del tribunale dei centumviri, destinato a giudicare in materia di proprietà, servitù ed eredità, e inoltre l’ufficio destinato a riscuotere le imposte della provincia d’Asia, come ricavato da un’iscrizione, ritrovata nel sito archeologico di Efeso.

In questa struttura sono inoltre presenti numerosi dettagli, che ci raccontano della vita quotidiana svolta in questi luoghi pubblici: graffiti che riproducevano le diverse statue poste all’interno, ma anche incisioni relative ai numerosi giochi (tabulae lusoriae), che erano svolti da chi si trovava nella piazza a passare il tempo o ad oziare.

Articolo di Andrea Simeoni

Basilica Iulia

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