Fontana dei Libri

Le fontane di Pietro Lombardi nei rioni di Roma

Esiste una Roma nascosta, dipartita dai grandi monumenti e dalle fastose piazze, che si snoda nei vicoletti dei quartieri laddove il profumo del pane e le antiche botteghe ancora la fanno da padroni: è lì che trovano spazio le fontane di Pietro Lombardi, opere dell’architetto che dalla metà degli anni ’20 ha adornato i rioni di Roma.

Le rionali fontane di Pietro Lombardi

Pietro Lombardi studia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e collabora inizialmente negli studi di Armando Brasini, celebre per il Ponte Flaminio, l’ingresso al Giardino Zoologico di Villa Borghese e la Chiesa Sacro Cuore Immacolata di Maria a Piazza Euclide, e di Pio e Marcello Piacentini per poi decidere di dedicarsi alla propria attività, in particolare a quella legata alla prospettiva e al disegno dal vero.

Nel 1925 vince il Concorso Nazionale per le Fontane di Roma bandito da Filippo Cremonesi, all’epoca Governatore di Roma, che dà la possibilità di realizzare numerose fontane all’interno dei quartieri della città, ognuna delle quali doveva raffigurare un simbolo o un emblema riconoscibile del rione: le opere di Lombardi rappresentano la manifestazione della volontà di dare importanza alle architetture dell’acqua che a Roma hanno da sempre avuto un’importanza estrema, sia nelle espressioni maggiori – basti pensare agli acquedotti romani o alle mostre d’acqua rinascimentali – che in quelle minori, come i cosiddetti ‘nasoni’ le fontanelle in ghisa volute nel 1872 dal sindaco Luigi Pianciani.

Fontana delle Anfore a Piazza Testaccio

La fontana che gli permette di vincere il primo premio è la fontana delle Anfore a Piazza Testaccio: essa è costituita da un basamento a gradoni in travertino culminante con un gruppo di anfore che Lombardi scelse proprio perché questa zona anticamente era il fulcro commerciale della città ed il contenitore più utilizzato per il trasporto dei generi alimentari era proprio l’anfora. Nei secoli i resti di queste anfore sono stati ammassati nell’area definita oggi appunto monte Testaccio (da testae, antico nome latino delle anfore) ed il gruppo scultoreo del Lombardi vuole omaggiare proprio questa peculiarità del quartiere.

Fontana delle Arti a via Margutta

Seguono, tra il 1925 ed il 1927 altre nove fontane, tra cui la celebre fontana delle Arti in via Margutta, nel Rione Campo Marzio, che a Lombardi è particolarmente cara poiché qui avevo il suo atelier: l’opera omaggia la pittura con la presenza di due cavalletti e un secchiello contenente pennelli, i compassi ad indicare l’architettura ed i due mascheroni che trionfano sui due lati della fontana a rappresentare il teatro.

Fontana della Botte nel rione Trastevere

A Trastevere si trova invece la fontana della Botte in cui l’architetto pone al centro della scultura una botte e due tipici contenitori di vino da un litro per omaggiare il quartiere da sempre zona di osterie.

Fontana dei Libri nel rione Sant’Eustachio

Nel rione Sant’Eustachio troviamo la fontana dei libri, a via degli Staderari, che omaggia la via che un tempo era via dell’Università per la presenza dell’antica Università della Sapienza e che presenza, inoltre, al centro una testa di cervo, simbolo del rione, in ricordo l’evento della conversione al Cristianesimo di Eustachio, generale romano, a cui apparve un cervo con una croce luminosa tra le corna.

Fontana dei Monti nel rione Monti, Fontana delle Tiare e Fontana delle Palle di Cannone a Borgo

Nel rione Monti si colloca la fontana dei Monti che raffigura i tre colli, Celio, Palatino ed Esquilino che circondano il quartiere, mentre a Borgo si trovano due fontane: la fontana delle Tiare, che si trova a destra del fornice lungo la via del Passetto composta da tre vasche a forma di conchiglia e tre cannellette sulle quali sono scolpite le tre chiavi di San Pietro sormontate da tre tiare papali, e la fontana delle Palle di Cannone che omaggia il vicino Castel Sant’Angelo, un tempo Mausoleo dell’imperatore Adriano poi fortezza e baluardo di difesa, con una serie di palle poste a formare un triangolo e un mascherone da cui fuoriesce l’acqua.

La Fontana del Timone nel rione Ripa e la Fontana della Pigna nel rione Pigna

A completare l’elenco troviamo la fontana del Timone, nel rione Ripa, che prende spunto dall’antico porto di Roma utilizzando vari elementi usati per la navigazione quali la barra ed il timone, dal centro del quale sgorga l’acqua in un catino dal bordo arrotondato e la fontana della Pigna nell’omonimo rione che restituisce e rievoca il Pignone, anticamente appartenuto al Tempio di Iside al Campo Marzio e collocato poi nel cortile di Bramante nella Città del Vaticano.

Fontana di San Lorenzo, andata distrutta e la Fontana di Piazza Scossacavalli, ritrovata recentemente.

A questo elenco va aggiunta un’altra fontana che sfortunatamente è andata distrutta: la fontana di San Lorenzo, che raffigurava tre monti a indicare i monti tiburtini, che andò perduta nel bombardamento del quartiere nel 1943. La fontana di Piazza Scossacavalli invece, creduta distrutta con gli sventramenti della spina di Borgo del 1936, fu rimontata nel 1964 nel quartiere periferico settentrionale di Tomba di Nerone, accanto a una piccola targa ai caduti. Per molto tempo la fontana fu creduta scomparsa fino a quando qualche anno fa, il figlio di Pietro Lombardi, si trovò per coincidenza a passare per via Cassia: la riconobbe e scrisse un articolo, dando notizia del ritrovamento.

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